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M.AF.A.L.D.A.  - Misure a Favore di Azioni per il Lavoro, i Diritti e le Affettività  

Idea Guida:  Promuovere l'autoimprenditorialità femminile, sperimentare forme innovative di conciliazione vita-lavoro mediante la promozione delle pari opportunità negli Enti locali e l'attivazione di servizi innovativi per l'infanzia a supporto del lavoro di cura.

Soggetto capofila: Provincia di Barletta-Andria-Trani

PARTNERS di progetto:

  • Agenzia per l'Inclusione Sociale
  • CGIL, CISL e UIL sezioni  provinciali
  • Confesercenti BAT
  • CNA BAT
  • UNIMPRESA BAT
  • COOPS Bari
  • Centri per l'Impiego della Provincia di Barletta-Andria-Trani

Attività:

1. Azioni di sperimentazione di forme di flessibilità oraria per i dipendenti degli Enti locali (provincia e comuni del territorio)

  • ?Accordi con le Amministrazioni locali e le RSU per sperimentare forme di flessibilità oraria: realizzazione di un percorso di concertazione con il Comune di Barletta, 3 RSU coinvolte, 18 dipendenti, 5 incontri.
  • Predisposizione di una bozza di Regolamento per la Banca delle Ore?

2. Ricerca-azione sullo stato di attuazione delle politiche di genere

  • Realizzazione di un'indagine sui fabbisogni delle lavoratrici e lavoratori della Provincia e di tutti i Comuni del territorio provinciale (distribuiti 1784 questionari – restituiti 618)
  • Realizzazione di un sito web di progetto

3. Azioni di animazione e diffusione rivolti al territorio e alle imprese del settore pubblico e privato

  • Campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta al territorio, con produzione di materiale informativo (manifesti, brochure, depliant, adesivi) e 2 eventi pubblici (iniziale e finale) aperti al territorio
  • Realizzazione di laboratori di animazione territoriale sul tema della corresponsabilità genitoriale e della conciliazione per genitori di alunni frequentanti le scuole del territorio: 20 incontri (4 in ognuno dei 5 ambiti sociali della provincia), 271 partecipanti complessivamente

4. Servizi e strumenti di supporto alla conciliazione vita-lavoro e all'imprenditorialità femminile

  • Attivazione di uno sportello di orientamento al lavoro e all'autoimprenditorialità rivolto alle donne (presso i CPI e gli Sportelli per l'Impiego di tutta la provincia): 120 donne hanno usufruito del servizio di orientamento e sostegno all'imprenditorialità, per un totale di circa 1300 ore di consulenza erogata. 3 donne hanno avviato un'attività d'impresa.
  • Realizzazione di 3 seminari informativi sugli strumenti per l'autoimprenditorialità, che hanno coinvolto 228 partecipanti
  • Percorso di accompagnamento allo start up di una cooperativa di tagesmutter
  • Predisposizione di un bando, selezione e formazione di 20 donne; 9 di queste hanno dato vita alla cooperativa Mafalda che offre servizi innovativi di conciliazione rivolti alle famiglie del territorio

Risultati conseguiti

  • Sensibilizzazione del territorio e aumento dei livelli di consapevolezza della popolazione sull'uguaglianza dei ruoli genitoriali e sulla conciliazione
  • Rafforzamento di una rete provinciale per la promozione delle politiche di pari opportunità
  • Sensibilizzazione al tema delle pari opportunità nelle Pubbliche Amministrazioni e tra gli imprenditori privati
  • Sostegno all'occupazione e all'imprenditoria femminile del territorio (lo sportello informativo ha proseguito le attività anche al termine del finanziamento)
  • Creazione di una cooperativa gestita da donne, che offre servizi di conciliazione alle famiglie (in attività al termine del progetto)

Punti di Forza

  • Forte ruolo di coordinamento e supporto tecnico da parte della Provincia, collaborazione positiva e forte motivazione del partenariato, monitoraggio stretto e tempestiva rimodulazione degli interventi
  • Successo degli interventi destinati alle famiglie e della consulenza per l'autoimprenditorialità

Criticità

  • Scarsissima sensibilità al tema nella PA, sia da parte di dirigenti che di dipendenti
  • Commissariamento dell'unico Comune che aveva dato la disponibilità a sperimentare le misure di conciliazione per trasferirle nel privato (Barletta)
  • Scarsa risposta anche dal mondo imprenditoriale
  • Scarsa capacità dei sindacati di interazione sinergica
  • Autoesclusione delle donne dalle misure concilianti (accettabilità sociale)