Fondi pubblico-privati per il sostegno alla flessibilità nel lavoro


Il percorso intrapreso dalla Regione Puglia verso la strutturazione di un sistema di conciliazione vita-lavoro, che promuova una reale parità nella distribuzione dei compiti di cura familiare fra uomini e donne, si è arricchito di un nuovo strumento: i Fondi pubblico privati per il sostegno alla flessibilità nel lavoro.

I fondi  sono costituiti presso 3 enti bilaterali pugliesi e 1 ordine professionale,  che hanno aderito all'iniziativa, rispondendo all'avviso pubblico di manifestazione di interesse e sono destinati all'integrazione dei redditi di coloro che utilizzano strumenti di flessibilità connessi a bisogni di conciliazione vita-lavoro e  previsti dalla legislazione nazionale, dalla contrattazione collettiva e dalle regolamentazioni previdenziali di categoria.

Le risorse totali per questo intervento ammontano a 1 milione e 700 mila euro così suddivise:

€ 1.000.000 le risorse rese disponibili dalla Regione Puglia

€   500.000 le risorse rese disponibili dal Dipartimento pari opportunità nell'ambito della I Intesa Conciliaizone vita- lavoro 

€  200.000 le risorse del cofinanziamento rese disponibili dai 4 soggetti intermediari (€ 50.000 cadauno). 

Le risorse sono destinate a:

  • integrare il reddito in caso di utilizzo di congedi parentali per assistere i figli minori fino alla concorrenza del 100% della retribuzione di riferimento e per un periodo pre-determinato;
  • integrare il reddito per il versamento dei contributi volontari in caso di lavoro part-time motivato dall'ingresso di figli nel nucleo familiare o dalla necessità di far fronte a un carico di cura familiare (il soggetto intermediario versa alla lavoratrice o al lavoratore l'importo da questi dovuto all'ente previdenziale,);
  • integrare il reddito di lavoratrici e lavoratori che, al termine del periodo corrispondente alla durata massima del congedo parentale, richiedono il prolungamento dell'astensione facoltativa per l'assistenza a figli minori con handicap fino alla concorrenza del 100% della retribuzione di riferimento;
  • altre tipologie di beneficio individuate dai singoli enti bilaterali e ordini professionali e rivolti alle categorie di appartenenza.

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