Prima sperimentazione del bilancio di genere

 

Previsto dalla Legge Regionale per le pari opportunità n. 7 del 21 marzo 2007 Norme per le politiche di genere e i servizi di conciliazione vita-lavoro in Puglia, il Bilancio di Genere è incardinato in una vasta azione di governance centrata sull'integrazione dell'ottica di genere in tutte le attività regionali e nel sistema di governo.

Generalmente, la redazione del bilancio di genere richiede la riclassificazione delle spese in esso contenute secondo la rilevanza di genere, cioè si effettua una ricognizione delle attività svolte nella determinata annualità e, sulla base di criteri condivisi, le si raggruppa nelle categorie:

  • azioni dirette alle donne (quali ad es. misure per l'imprenditoria femminile, centri anti-violenza, etc.);
  • azioni che possono contribuire ad un contesto più attento alle problematiche di genere (quali le misure a favore della conciliazione vita-lavoro, la riorganizzazione dei servizi per l'impiego secondo determinati criteri, etc.)
  • azioni neutre, cioè che non influiscono sulle differenze di genere (quali le grandi infrastrutture: porti, energia, etc.).

A queste categorie si associano i valori economici, desunti dai documenti contabili.

 

Disaggregazione della spesa per rilevanza di genere Anni 2010 e 2011

 

Area 2 "Politiche per lo sviluppo economico, lavoro e innovazione

Per l'Area 2 sono stati oggetto di analisi solo i Servizi: Ricerca e Competitività, Formazione Professionale, Politiche per il Lavoro, Politiche Giovanili e Cittadinanza Sociale.

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Area 5 "Politiche per la promozione della salute delle persone e delle pari opportunità"

Per l'Are 5 sono stati oggetto di analisi i Servizi: Politiche di Benessere Sociale e Pari Opportunità, Programmazione Sociale ed Integrazione Socio-Sanitaria, Sport per tutti, Programmazione e Gestione Sanitaria (in seguito ridenominato Accreditamento e Programmazione Sanitaria), Assistenza Ospedaliera e Specialistica, Assistenza territoriale e prevenzione.

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Metodologia

La metodologia utilizzata nella prima sperimentazione condotta nella Regione Puglia è stata quella di suddividere la categoria centrale (non comprendente né le spese su interventi diretti, né quelli neutri rispetto alle pari opportunità) in due classi:

  • le spese indirettamente rilevanti per le donne e le pari opportunità che comprendono tutte quelle collegate ad interventi rivolti alle persone, per i quali sia preso/si possa prendere in conto la specificità femminile e di pari opportunità, organizzati tenendo conto della dimensione di genere per presenza nel settore economico, tempi di vita, carichi di cura, etc.
  • spese rilevanti per il contesto economico e sociale, all'interno del quale la parità e l'equità di genere trovano un humus favorevole (enabling environment)

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